Underskin è la mostra personale di Greta Pllana, presso la galleria d’arte L’Appartamento a cura di Anna Vittoria Magagna, in collaborazione con L’Essenziale Studio. Il progetto espositivo raccoglie un nucleo di opere pittoriche a cui l’artista ha lavorato negli ultimi due anni e si configura come un’indagine sul corpo femminile inteso come spazio permeabile, in cui affiorano memorie, traumi e desideri, e dove la dimensione individuale e collettiva si intrecciano in modo stratificato.
Attraverso una pittura densa e processuale, Pllana elabora immagini in cui il corpo si sottrae a ogni rappresentazione statica, emergendo con superfici dai colori sensibili e mutevoli. Le figure appaiono in uno stato di continua oscillazione tra presenza e dissolvenza, attraversate da tensioni emotive che si inscrivono tanto nell’esperienza soggettiva, quanto in una geografia più ampia, fatta di luoghi, relazioni e costruzioni sociali. In questo senso, il corpo si configura come un archivio vivente, un dispositivo di sedimentazione e trasformazione, in cui le tracce del vissuto si stratificano e si rendono disponibili a nuove possibilità. All’interno di questo sistema visivo, la presenza dei fiori assume un ruolo centrale, sviluppandosi come estensione simbolica e organica del corpo stesso. Sottratti a una lettura puramente ornamentale, essi si impongono come elementi ambivalenti: segni di vulnerabilità e al contempo di resistenza, dispositivi di apertura verso processi di metamorfosi tra corpo e natura. La pratica pittorica di Pllana si muove in una dimensione intima e perturbante, in cui l’uso di cromie accese e talvolta dissonanti contribuisce a generare una percezione di instabilità e ambiguità. Le scene evocano condizioni liminali, tra controllo e perdita, esposizione e ritiro, aprendo uno spazio critico e di riflessione sul corpo femminile all’interno della nostra era contemporanea, in cui fragilità e forza si sfiorano continuamente e coesistono.
Underskin si configura come un gesto duplice: da un lato atto di cura, dall’altro testimonianza. I corpi che attraversano il percorso espositivo restano vulnerabili e al tempo stesso resilienti, immersi in processi continui di trasformazione e metamorfosi naturale. In questa resistenza, la mostra si apre anche allo spettatore come invito a un’introspezione profonda e alla costruzione di uno spazio intimo e autentico, in cui il corpo possa accogliere possibilità di rigenerazione e fioritura.
Biografia artista
Greta Pllana (Albania, 1992) lavora con pittura e disegno come strumenti di esplorazione di memorie, origini e affetti. La natura e il simbolo diventano mezzi per riflettere sulla relazione tra individuo e territorio, mentre il corpo ricorre come soglia e dispositivo di indagine.
Ritorna spesso ai temi del silenzio, della vulnerabilità e della memoria come presenze fluide e aperte. Le donne che dipinge non sono ritratte in senso letterale, ma sono contenitori di emozioni e frammenti di esperienze vissute o immaginate, attraverso cui si apre uno spazio di dialogo silenzioso e contemplativo.
Il suo lavoro è un tentativo di custodire ciò che è fragile e indicibile, affidando alla pittura una funzione di testimonianza e trasformazione.
La natura, spesso utilizzata in chiave metaforica, evidenzia la relazione tra territorio e individuo; allo stesso tempo, le strutture sociali vengono esplorate, messe in discussione e ricostruite attraverso l’uso di immagini simboliche tratte dal mondo naturale.
Tra le mostre recenti si ricordano: Cut me to pieces, mostra personale curata da Ajola Xoxa presso Harabel Contemporary Art, Naan Gallery, Tirana (AL); Looking at the same water, mostra collettiva organizzata dal Metropolitan Municipality in collaborazione con K2 Art Center, Izmir (TR); Pleasures, mostra collettiva curata da Domenico de Chirico, Bazament, Tirana (AL).
Curated by Anna Vittoria Magagna
20/05/2026 - 20/06/2026
Via Sant’Agnese 18, 20123 Milan, Italy